Premio F. Semeraro - Andrea Roggi - Intervento di Emanuele Lamaro

Il Mercato dellArte tra Territorio e Collezionismo:

 Il Ruolo Sociale del Gallerista

Negli ultimi anni, Martina Franca ha consolidato il suo ruolo di centro culturale della Valle d'Itria, ospitando diverse mostre e installazioni di rilievo internazionali che spaziano dalla scultura monumentale alla fotografia contemporanea.

Queste esposizioni dimostrano come la città stia lavorando per far convivere il suo straordinario patrimonio barocco con i linguaggi del presente, creando quel "circolo virtuoso" tra territorio, istituzioni e mercato (arte, turismo, economia).

Vorrei in primis ringraziare per questa splendida iniziativa Cinzia Greco, presidente della Fondazione Elio Greco Nuove proposte culturali, il Comune, il Sindaco, l'Assessore alle attività culturali e al turismo e marketing territoriale e la famiglia Semeraro. 

La città di Martina Franca come palcoscenico: la bellezza della città che oggi accoglie Andrea Roggi

Questo "Premio" non è solo una targa, è la conferma che questa terra continua a essere fertile per il contemporaneo e che rapportare la bellezza di questo territorio cosi valorizzato dall’operato di F. Semeraro con le nuove tendenze artistiche che insistono sullo stesso, significa far crescere identità ed economia.

Come gallerista, con la mia società, ho avuto il privilegio di portare artisti del nostro tempo nelle piazze e nelle vie di tutta Italia, con allestimenti, permanenti o temporanei, che hanno incontrato la collettività, aprendo dialoghi stimolanti, a volte sorprendenti.

Andrea Roggi è l’esempio più nitido di come l’arte pubblica attecchisca sul sentire comune. Le sue esposizioni in giro per il mondo attraggono la curiosità di un pubblico vasto ed eterogeneo. La scorsa estate ad esempio Il 'respiro' delle opere di Andrea Roggi tra le banchine di Porto Rotondo e le piazze di Porto Cervo con l'iniziativa 'Life – Larte che respira'.

L'arte che esce in strada: Le sue opere monumentali (gli alberi della vita, i cerchi del tempo) dialogano con il cielo e con i passanti. Questa è l'arte come bene comune.

Come gallerista sapete cosa ho imparato? Che non esiste differenza tra lopera che vedete in piazza, accessibile a tutti, e quella che un collezionista decide di portarsi a casa.

Il mio mestiere viene spesso visto come quello di un 'mercante di sogni per pochi'. In realtà, oggi sono qui per dirvi che il gallerista è un mediatore di futuro. Il mio ruolo non è solo vendere un oggetto di bronzo, ma è far sì che la scintilla che Andrea Roggi accende in voi oggi possa diventare un'economia reale, un indotto per il territorio e una crescita culturale per la comunità.

Perché portiamo in galleria ciò che è già in piazza? Perché l'opera pubblica suscita l'emozione, ma l'opera in galleria permette il dialogo privato. La galleria rende "accessibile" un messaggio universale.

Perché la bellezza, non è un costo. È l'unico investimento che non svaluta mai, né nel portafoglio di un collezionista, né nel cuore di una comunità."

 

Il Valore per il Collezionista e la Società

Infine, c'è il beneficio per chi acquista. Il collezionista diventa un mecenate moderno. Acquistando, egli protegge il valore dell'artista e, indirettamente, valorizza anche le opere pubbliche che quello stesso artista ha donato o esposto in piazza. Più il mercato di un artista è solido, più prestigioso diventa il patrimonio artistico della città che lo ospita.

Quando concludo una vendita per la galleria, sento la responsabilità di tutto questo. Sento che sto permettendo a un 'respiro' di continuare. Non è un circuito chiuso tra due persone, ma un'onda che si allarga: beneficia l'artista, sostiene l'artigiano, arricchisce il collezionista e, in ultima analisi, eleva il prestigio di un luogo, che diventa teatro di questo scambio virtuoso.

Vendiamo bellezza, certo, ma vendiamo soprattutto futuro per tutta la filiera."

"Ogni volta che una scultura trova una casa, un'intera bottega continua a vivere. Questa è la responsabilità sociale del mio mestiere.”


Il Collezionista: da "Acquirente" a "Motore di Cultura e Impresa"

"C'è un ultimo pregiudizio che vorrei scardinare oggi: l'idea che il collezionista sia solo un acquirente, qualcuno che compra un oggetto per chiuderlo in una stanza. Nella visione della Lamaro Arte, e nel mercato che rappresento, il collezionista è molto di più: è un partner strategico della cultura.

Ecco perché chi acquista un'opera d'arte diventa, di fatto, un promotore di impresa e società:

Il Collezionista come "Socio di Maggioranza" dell'Artista

Quando un collezionista sceglie un'opera di un artista, non sta pagando solo il bronzo o il tempo impiegato per fonderlo. Sta dicendo all'artista: 'Credo nella tua visione e ti do i mezzi per andare avanti'. In questo senso, il collezionista diventa un promotore di impresa creativa. Senza il suo acquisto, la fonderia non riceverebbe nuove commissioni, l'artigiano non trasmetterebbe il suo sapere ai giovani apprendisti, e la ricerca estetica si fermerebbe. Il collezionista è colui che tiene acceso il forno della fonderia e la luce nello studio dell'artista.

Il Collezionista come Garante del Valore Pubblico

Esiste un legame indissolubile tra l'opera in piazza e quella in salotto. Se le installazioni monumentali di Roggi qui a Martina Franca hanno un valore che tutti possiamo ammirare, è perché esiste un mercato privato solido che ne sostiene la quotazione e la fama. Il collezionista, rivalutando il proprio acquisto, protegge indirettamente il prestigio del patrimonio pubblico. Se l'artista cresce nel mercato privato, cresce il valore culturale della città che lo ospita.

Il Passaggio dal "Mio" al "Nostro"

Il vero collezionista è un custode temporaneo. Spesso queste opere finiscono in fondazioni, vengono prestate per mostre pubbliche o semplicemente diventano parte di un'eredità culturale che resta sul territorio. Il collezionista non sottrae bellezza al mondo, ma la preserva per il futuro. È un imprenditore della memoria: investe oggi per garantire che quel pezzo di storia contemporanea non vada perduto.

"Quindi, quando vedete qualcuno entrare nella mia galleria e interessarsi a unopera, non vedete un semplice compratore. Vedete l'ultimo anello di una catena che permette a tutto questo — al Premio Semeraro, alle statue in piazza, al lavoro dei nostri artigiani — di restare in piedi.

Il collezionista è colui che trasforma unemozione privata in un sostegno pubblico alla bellezza. È, a tutti gli effetti, un attore sociale che sceglie di investire nel talento umano anziché in freddi numeri finanziari."

"In Italia, oltre il 60% delle opere d'arte contemporanea è conservato in collezioni private che, attraverso prestiti e donazioni, alimentano costantemente i nostri musei pubblici.”

LImprenditore come Mecenate 2.0: Oltre il Profitto

"Oggi, l'imprenditore che colleziona o che sostiene un artista come Andrea Roggi non sta solo arredando un ufficio o diversificando un patrimonio. Sta esercitando quello che definiamo Mecenatismo 2.0.

Ma cosa significa essere un mecenate nel 2026?

La Responsabilità Sociale d'Impresa (Cultura come Asset)

Oggi le aziende non vengono giudicate solo dai bilanci, ma dal loro impatto sul territorio. L'imprenditore-mecenate capisce che la bellezza produce benessere organizzativo. Portare l'arte in azienda, o sostenere una mostra pubblica nella propria città, significa investire nella qualità della vita dei propri dipendenti e dei propri concittadini. È un modo per restituire al territorio parte del valore che l'impresa ha generato.

L'Arte come "Firma" Identitaria

Per un imprenditore, l'opera d'arte diventa un moltiplicatore di valore per il proprio brand. Sostenere il contemporaneo significa dichiarare al mondo: 'La mia azienda non guarda solo al presente, ma investe nel futuro, nell'innovazione e nel pensiero creativo'. Come gallerista, vedo spesso che il collezionista-imprenditore cerca nell'opera dell’artista — con le sue radici e i suoi slanci — un rispecchiamento dei propri valori aziendali: solidità e visione.

Larte non è un oggetto immobile; è un cerchio continuo. Inizia con lispirazione dellartista nel suo studio, si materializza grazie al lavoro di decine di artigiani della nostra terra, respira nelle piazze per educare i nostri occhi, e infine trova casa grazie al collezionista, che con il suo investimento permette a tutto questo meccanismo di ripartire da capo.

Se Leo Castelli, Plinio De Martiis, Palma Bucarelli, Francesco Semeraro fossero qui oggi, ci direbbero che la bellezza ha bisogno di coraggio, ma anche di cura e di una visione economica solida.

Come gallerista, il mio impegno con la Lamaro Arte è quello di continuare a essere il custode di questo cerchio. Perché ogni volta che un'opera d'arte viene esposta, venduta o ammirata, non stiamo solo muovendo il mercato: stiamo nutrendo l'anima di una città e stiamo dando alle nuove generazioni una ragione in più per restare, per intraprendere e per credere che la cultura sia il nostro miglior biglietto da visita nel mondo.